I teatri

TEATRO PAISIELLO

cbkIl teatro “Giovanni Paisiello” costituisce un tipico esempio architettonico di “teatro all’italiana” che si diffuse tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600. Dispone di 320 posti appena. La sala, elegante, graziosa come una “bomboniera”, è poco adatta ad ospitare opere liriche anche perchè il palcoscenico non offre possibilità di grandi manovre. E’ l’ideale invece, per ospitare spettacoli di prosa, opere del ‘600 – ‘700, balletti, concerti di un certo livello.

virtual-tour-google-lecce-teatro-paisiello-lecceProgettato da Oronzo Bernardini, sorto su un precedente teatro settecentesco in legno, fu ricostruito (1872) in pietra con delle decorazioni delicatissime i cui lavori furono affidati a maestranze napoletane. Nel foyer due nicchie ospitano i busti di Giovanni Paisiello e Leonardo Leo, opere dello scultore Achille Bortone. Vi è esposto anche un pianoforte appartenuto al celebre tenore leccese Tito Schipa.

 

TEATRO ANTONIANO

antoniano-lecce-215253461_10154154219760875_6932048641936677959_nIl Cine Teatro Antoniano, già Auditorium Antonianum, è la Sala della Comunità dei Frati Minori di Lecce.

Si propone all’interno della Città e della Provincia come uno spazio aperto all’accoglienza di quanti condividono con noi la passione per la Comunicazione in tutte le sue forme e, perciò stesso, sempre in crescita.
 

 ANFITEATRO ROMANO

lecce-anfiteatro-romanoL’anfiteatro romano, insieme al teatro, è il monumento più espressivo dell’importanza raggiunta da Lupiae, l’antenata romana di Lecce, tra il I e il II secolo d.C.

La datazione del monumento è ancora oggetto di discussione e oscilla tra l’età augustea e quella traiano-adrianea.

Il monumento venne scoperto durante i lavori di costruzione del palazzo della Banca d’Italia, effettuati nei primi anni del ‘900. Le operazioni di scavo per riportare alla luce i resti dell’anfiteatro iniziarono quasi subito, grazie alla volontà dell’archeologo salentino Cosimo De Giorgi e si protrassero sino al 1940.

anfiteatroAttualmente è possibile ammirare solo un terzo dell’intera struttura, in quanto il resto rimane ancora nascosto nel sottosuolo di piazza Sant’Oronzo dove si ergono alcuni edifici e la chiesa di Santa Maria della Grazia.